Oggi vi presentiamo un libro molto interessante che parla dell’alimentazione vegetariana: “vivere senza carne”. L’autore sintetizza oltre quarant’anni di scientifica e ci spiega perché questa scelta alimentare può apportare numerosi benefici alla nostra salute.
Ecco un’intervista esclusiva al Dott. Biagio Tinghino.


Vivere senza carne

Un medico vegetariano che scrive di vegetarianesimo: quali sono i motivi della sua scelta?

Chi vive personalmente le cose che studia ha sicuramente un punto di vista diverso. Perciò volevo portare una testimonianza e un contributo scientifico. La perseveranza nella mia scelta è determinata dal rispetto che nutro nei confronti degli animali. Ci sono sicuramente dei vantaggi di tipo salutistico, ma tutto si regge sull’amore della vita. Una figura che mi ha sempre ispirato è quella di Albert Schweitzer, il medico missionario che fondò l’ospedale di Lambaréné nel Gabon occidentale. Dedicò la sua vita alle popolazioni africane in difficoltà  ed era vegetariano. Una figura poliedrica di teologo, musicista, filosofo ed esperto di medicina tropicale.

Mi piace ricordare la sua sintesi di teologia e scienza: «Ti sentirai solidale con ogni forma di vita e la rispetterai in ogni condizione: ecco il più grande comandamento nella sua formula più semplice.»

Forse l’ispirazione per Schweitzer si spinge oltre. Mi sembra che anche lei sia un infettivologo, è appassionato di pianoforte, ha scritto di teologia ed è impegnato nel campo del volontariato.

E’ vero. Il rispetto per ogni forma di vita non può essere un principio che riguarda solo le scelte alimentari e poi si dimentica degli esseri umani. Quello che uno crede si vede da ciò che uno fa, non dagli slogan che pronuncia: “L’albero si riconosce dai frutti”.

Perché ha deciso di scrivere questo libro?

La mia storia di vegetariano non è comune, perché io non mangio né carne né pesce dalla nascita, in quanto già i miei genitori praticavano il vegetarianesimo. I miei figli sono vegetariani. In un momento in cui molti  vogliono diventare vegetariani, ma sono assaliti da mille dubbi, portare la mia testimonianza mi sembrava importante e rassicurante. Peraltro è una testimonianza su due fronti: quello personale e quello scientifico. E’ da 35 anni che studio questa materia. Devo dire anche che nel web circolano talora affermazioni superficiali e scientificamente infondate sull’alimentazione e perciò ritenevo fornire un contributo critico ed equilibrato sul tema.

Da qualche mese ho aperto un gruppo facebook (“Salute vegetariana”), sul quale moltissimi amici mi chiedono consigli, che fornisco volentieri. Mi sembra un modo per aiutare le persone che vogliono fare questa scelta. E’ attivo anche un blog sul quale pubblico articoli e post sull’argomento: www.salutevegetariana.wordpress.com.

Vegetariani e Vit. B12, ferro e proteine.

Parliamo adesso di alcuni temi presenti nel libro. Nel mondo vegetariano e vegano un argomento che fa molto discutere è l’integrazione della vitamina D e della vitamina B12.  Quali sono i suoi consigli? 

I vegani devono integrare la vitamina B12 quotidianamente. I latto-ovo vegetariani hanno anch’essi questa necessità, anche se la percentuale di persone con assunzione insufficiente sono molto di meno.  Non esistono fonti vegetali certe di vitamina B12. Anche se alcuni alimenti (es. delle specie di alghe o di funghi) sembrano contenerne notevoli quantità è un po’ difficile basarsi su questi cibi. Meglio assumere un integratore. D’altra parte la vitamina B12 non è estratta da fonti animali, la sua produzione è cruelty-free ed è compatibile con ogni scelta etica.

Rispetto alla vitamina D, è vero, soprattutto tra i vegani  sono state trovate delle carenze. Ma bisogna considerare diversi aspetti, come la quantità di esposizione alla luce di ciascun soggetto. Bisogna valutare caso per caso.

Perché la dieta vegetariana può allungare la vita?

Vorrei prima precisare una cosa. Mentre altre teorie sono fondate sulla “logica”, ossia si ritiene che produrranno certi risultati ma nessuno l’ha ancora dimostrato sull’uomo, rispetto all’alimentazione vegetariana il punto è diverso. Sappiamo già, da numerosi studi osservazionali, che allunga la vita, riduce l’incidenza e la mortalità per tumori e malattie cardiovascolari. Questo è un fatto, non una ipotesi. Le spiegazioni sono diverse. Sicuramente incidono l’elevato consumo di frutta e verdura, antiossidanti, il basso consumo di grassi animali, il peso che (generalmente) è un po’ più basso rispetto alla popolazione generale. Ma ci sono altre variabili che probabilmente entrano in gioco: la quantità di zuccheri semplici che si assumono e quella di proteine animali. Alcuni studi recenti stanno sottolineando il rischio degli zuccheri e di un eccesso di proteine animali.

Le due domande più comuni fatte ai vegetariani sono “da dove assumi le proteine?” e “da dove assumi il ferro?”.  Nel suo libro ha dedicato interi capitoli a riguardo. Cosa ha da dirci in merito?

L’obiezione sulle proteine è antica e ritorna ancora oggi. Me la facevano quando avevo 16 anni. Un vegetariano ben informato non ha alcuna difficoltà ad assumere proteine in modo adeguato. I latto-ovo-vegetariani  da questo punto di vista non hanno quasi mai carenze. I vegani devono solo saper combinare alcuni cibi tra di loro (es. cereali e legumi) per avere proteine di alto valore biologico. Il maggior rischio deriva però dalla disinformazione. Ho curato vegani che erano diventati tali senza farsi un po’ di cultura nutrizionale, spesso fidandosi di esperti improvvisati. Mangiavano pochissime proteine, avevano diverse carenze e stavano male. E’ bastato fornire loro uno schema alimentare corretto e qualche informazione e il quadro clinico è migliorato.



Il ferro può essere trovato a sufficienza nei vegetali. Per essere assorbito meglio esistono degli accorgimenti, di cui parlo nel mio libro, e che sono alla portata di tutti.  Il rischio di carenza è più alto nelle donne in età fertile, a causa delle perdite mestruali. Anche qui, il rimedio non è un farmaco, ma una informazione corretta. Nel mio testo ho descritto anche come gestire eventuali forme iniziali di anemia da carenza di ferro nei vegetariani.

Per quale motivo dovremmo acquistare il suo libro?

A me fanno paura i cosiddetti “esperti” a senso unico, che portano prove solo alla tesi che vogliono difendere e tacciono sugli aspetti critici. Ci sono un sacco di testi scritti per accattivarsi la simpatia del pubblico e vendere di più. Io volevo invece mettere a disposizione un testo equilibrato, che mostrasse i vantaggi della scelta vegetariana, ma non nascondesse alcuni aspetti critici, che pure possono essere superati con le giuste conoscenze.

Per acquistare il libro clicca qui.

Nel mio libro, inoltre, dico la mia intorno ad alcune “bufale” più di moda in questo campo.

Ho inserito capitoli sull’alimentazione per i bambini e tutto è documentato da una bibliografia scientifica accurata, puntuale, aggiornata, così che anche un medico può trovare i fondamenti su cui mi sono basato.

Si diventa vegetariani col cuore, ma si impara una alimentazione equlibrata con la testa. Questa è la giusta sintesi.

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