Quando al supermercato ci soffermiamo davanti allo scaffale dei succhi di frutta ci troviamo di fronte tantissime opzioni: i succhi di frutta, i nettari e le bevande a base di frutta.

Che differenza c’è tra questi prodotti? Qual è il prodotto migliore? Quanto zucchero contengono? Proviamo a fare chiarezza mettendo a confronto le varie bevande.



Succhi di frutta

Iniziamo col precisare che un succo di frutta, per essere definito tale, deve essere composto da frutta e può prevedere l’aggiunta di zucchero (c’è un limite di legge che è di massimo 150g per litro).

Come le spremute anche i succhi di frutta derivano dalla spremitura della frutta. In commercio possiamo trovare succhi derivanti da ogni frutto, ma la cosa importante da guardare sulle etichette è la quantità di zuccheri aggiunti.

In base alla normativa europea, il succo 100% frutta è costituito interamente dal prodotto della spremitura del frutto, senza l’aggiunta di conservanti, dolcificanti o aromi

Nettari e bevande alla frutta

Ci sono poi i nettari di frutta che sono costituiti da frutta e prevedono l’aggiunta di acqua e zucchero. Nei nettari la quantità minima di frutta deve essere il 25%. La direttiva europea, inoltre, afferma che l’aggiunta di zuccheri e/o miele è autorizzata in quantità non superiore al 20% in peso rispetto al peso totale del prodotto finito.

Le bevande alla frutta, invece, contengono una percentuale tra il 12% di frutta e alcuni esempi sono l’aranciata o la limonata. Le bevande “al gusto di…” contengono infine una percentuale ancora più bassa di frutta.

Per quanto riguarda le aranciate una legge del Marzo del 2018 ha innalzato la percentuale di frutta dal 12 al 20%.

Cosa scegliere tra succhi, nettari e bevande alla frutta?

Quando scegliamo tra vari succhi o nettari dobbiamo guardare il valore energetico, ossia le calorie, ma anche tutti gli ingredienti. Molti succhi di frutta sono addizionati con acqua e zucchero.

Alcuni, oltre lo zucchero, contengono anche lo sciroppo di glucosio/fruttosio. Non facciamoci spaventare dal nome o dalla disinformazione: lo sciroppo di glucosio non fa male e non è “chimico” o “artificiale” (termini che, in realtà, non significano nulla) ma è semplicemente una soluzione acquosa contenente zuccheri.

La presenza di zuccheri aggiunti è ovviamente un punto a sfavore perché come abbiamo detto in un altro articolo solo il 15% delle calorie giornaliere devono derivare da zuccheri semplici.

In conclusione quindi il succo di frutta migliore è quello composto solamente da frutta (ci deve essere scritto 100% frutta) senza zuccheri aggiunti.



Spremute di agrumi ed estratti di frutta

Quando parliamo di spremute stiamo considerando un prodotto che deriva dalla spremitura meccanica della polpa degli agrumi, quindi il risultato è una bevanda che contiene tutti gli zuccheri, le vitamine e i sali minerali della frutta.

Ovviamente queste bevande non contengono fibre, che come sappiamo sono molto importanti perché ci aiutano a mantenerci in salute.

Spremuta o frutto intero?

Se dobbiamo scegliere tra spremuta, succo o frutta indubbiamente optiamo per la frutta.

La frutta apporta acqua, sali minerali e vitamine.

Da un frutto all’altro ci possono essere notevoli differenze a livello calorico. In Italia consumiamo frutti che contengono perlopiù zuccheri, ma nel nostro mercato è possibile trovare anche frutti esotici, il cui apporto lipidico e calorico è decisamente più alto, come cocco e avocado.

Puoi approfondire il discorso leggendo il nostro articolo sulle differenze tra estratti di frutta e frutta intera.

Succhi e bevande nella dieta

In generale in una dieta non dovrebbero comparire i succhi di frutta, se non saltuariamente. Essi hanno un indice glicemico più alto (aspetto importantissimo per chi soffre di iperglicemia e diabete) e un potere saziante più basso se paragonati alla frutta intera.



Se proprio non riusciamo a fare a meno di un succo di frutta scegliamo quelli che non contengono zuccheri aggiunti.

Se troviamo un succo con il 100% di frutta non spaventiamoci se l’apporto calorico è alto: essendo concentrato basterà diluirlo con dell’acqua, rendendolo meno calorico e meno dolce.

Fonti

Direttiva 20 dicembre 2001, n. 112

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