L’olio di semi di girasole è un olio estratto a freddo dai semi di girasole. A temperatura ambiento l’olio e di consistenza liquida ed ha un colore giallo paglierino con un profumo molto delicato.


Quest’olio, negli ultimi mesi, ha sostituito l’olio di palma in moltissime preparazioni dolci e salate. Le aziende utilizzano questo olio perché è molto più economico rispetto all’olio d’oliva. Scopriamo quindi tutte le sue proprietà e i suoi utilizzi.

Valori nutrizionali

Ogni 100g di olio contengono:

  • 884 calorie
  • 13g di acidi grassi saturi
  • 36g di acidi grassi polinsaturi
  • 46g di acidi grassi monoinsaturi
  • 0g di colesterolo
  • 41mg di Vitamina E

Proprietà e benefici

È costituito da un 30% circa di acido oleico e anche più del 50% di acido linoleico. Ricordiamo che il primo è un grasso monoinsaturo (e che in un buon olio di oliva si può trovare anche in percentuali maggiori del 70%) mentre il secondo è un grasso polinsaturo, precursore degli omega 6.

Negli ultimi decenni sono state selezionate delle varietà di olio di semi di girasole contenenti fino al 60% di acido oleico e questa proprietà lo rende più simile all’olio di oliva, per quanto riguarda la resistenza termica e ossidativa.

Dal punto di vista nutrizionale anche l’olio di semi di girasole è una buona fonte di vitamine, soprattutto di vitamina E (fino a 40 mg ogni 100 g di olio, molto più del fabbisogno giornaliero).

E’ un ottimo antiossidante e, oltre ad essere coinvolto nella riduzione del processo dell’invecchiamento cellulare, può essere molto utile per la prevenzione dalle malattie neurodegenerative.

Buono anche il contenuto in vitamina B6, niacina, folati e in minerali, come selenio, ferro, rame, fosforo, manganese, magnesio e zinco. A livello calorico non si discosta particolarmente da tutti gli altri oli vegetali: 884 kcal ogni 100 g, qualche caloria in meno rispetto all’olio di oliva.


Nota negativa nel processo di produzione dell’olio di semi di girasole (e questo vale per tutti gli oli provenienti da semi): il processo di raffinazione che viene attuato (che è ovviamente inevitabile) fa perdere gran parte del contenuto vitaminico e introduce una piccola parte di acidi grassi trans. Gli acidi grassi trans sono quei grassi che, se assunti in elevate quantità, possono danneggiare il nostro organismo

Differenze tra olio di girasole e olio d’oliva

Il contenuto di acido linoleico, precursore degli omega 6, fa posizionare l’olio di semi di girasole in una posizione più bassa nella classifica degli oli vegetali rispetto all’olio di oliva e all’olio di arachidi: l’acido linoleico “compete” con gli omega 3, più salutari degli omega 6.

Olio di girasole per la frittura

La presenza di un’alta percentuale di acidi grassi polinsaturi (l’acido lineleico) lo rende inadatto per cotture come la frittura, che raggiungono elevate temperature, considerato il basso punto di fumo. Adatto invece al consumo a crudo.

Come utilizzarlo?

In conclusione? Facendo un bilancio degli aspetti positivi e di quelli negativi, l’olio di semi di girasole può essere considerato un olio di seconda scelta, da preferire solo qualche volta all’ olio extravergine di oliva, come condimento a crudo di insalate e verdure o per la preparazione di sughi e salse come la maionese.

Quale acquistare?

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