Le alghe sono un alimento tipico della cucina orientale e della cucina dell’Europa del Nord ma ancora sono poco utilizzate in Italia, anche se sempre più spesso si trovano nei negozi etnici o nei negozi che vendono alimenti biologici.

In questo articolo proveremo a capire se esistono dei benefici legati al consumo di alghe e se vale la pena di utilizzare questi alimenti per preparare le nostre ricette.

Le alghe hanno proprietà benefiche?

Tra le varie specie di alghe ci sono ovviamente enormi differenze a livello nutrizionale ed in questo articolo proveremo a fare una sintesi di quelle che sono le proprietà comuni alle diverse specie.

Tutte le alghe, seppur in proporzioni differenti, sono molto ricche di sali minerali e di fibre solubili, molto importanti per mantenere in salute in nostro organismo.

Tra i minerali le alghe sono ovviamente ricche di iodio, che è un minerale molto importante per la prevenzione dell’ipotiroidismo. Il contenuto di iodio è comunque molto variabile tra le varie alghe, ma in linea di massima possiamo considerare questi alimenti come dei veri e propri “integratori” di questo minerale. Anche il sale iodato è ricco di iodio, ma non possiamo abusarne perché si tratta sempre di sale. L’alga più ricca di iodio è l’alga kelp.
Una precisazione: chi soffre di ipertiroidismo dovrebbe consultare il proprio medico prima di inserire le alghe nella propria alimentazione.

Le alghe sono anche una buona fonte di ferro, calcio, potassio e sodio. Interessante anche la presenza di alcune vitamine, tra cui la vitamina B12 così importante per chi segue una dieta vegana. Chi segue una dieta vegana, però, deve comunque provvedere ad un’integrazione di B12 perché quella presente nelle alghe non basta a coprire il fabbisogno giornaliero.



Leggi anche: dieta vegana e integrazione della vitamina B12

Le alghe essiccate inoltre hanno un contenuto proteico non trascurabile, basso apporto calorico (in proporzione alla quantità che se ne utilizza) e lipidico.

Le alghe sono utili nella prevenzione?

Alcuni studi hanno effettivamente confermato che il consumo di alghe può essere utile nella prevenzione di alcune patologie, in particolare tumori alla mammella e al colon. Il loro consumo pare sia utile anche per la prevenzione cardiovascolare, come confermato da una rewiew pubblicata nel 2011 e che troverete in fondo all’articolo.

Consumare alghe fa bene?

Abbiamo visto nei paragrafi precedenti alcuni dei presunti benefici derivanti dal consumo di alghe ma, come al solito, bisogna avere buonsenso. Il consumo di 1-2g di alghe al giorno non potrà mai essere miracoloso, soprattutto se si segue una dieta squilibrata ricca di zuccheri, grassi e proteine.

Inoltre, pur consumando le alghe giornalmente non arriveremo mai ad assumere la quantità di vitamine e minerali consigliata dalla linee guida della SINU. Proprio per questo non bisogna mai soffermarsi su un singolo alimento ricco ad esempio di ferro o di potassio, perché l’unico modo per assumere tutti i nutrienti è quello di seguire una dieta varia che includa quanti più alimenti possibile.

Per quanto riguarda lo iodio, invece, le alghe possono essere considerate un valido alimento per raggiungere la quantità consigliata.



Per concludere diciamo che va bene consumare le alghe se vi piacciono, ma non bisogna pensare che il loro consumo sia sufficiente per mantenersi in salute. Come al solito l’unico modo per fare prevenzione è quello di seguire una dieta varia e di fare attività fisica.

Come usare le alghe in cucina

Tra tutte le alghe esistenti nel mondo solo alcune sono commercializzate e possono essere trovate nei supermercati, molte famose sono ad esempio l’alga kombu e la spirulina. In cucina sono super versatili e possono essere utilizzate per preparare tantissimi piatti diversi.

Il modo più banale per utilizzarle è quello di aggiungere dei pezzetti di alga quando prepariamo dei brodi o delle zuppe, ma anche quando facciamo bollire l’acqua per cucinare la pasta o il riso.

Un altro condimento che si può utilizzare è il gomasio, che si prepara con la spirulina, sale e semi di sesamo tostato.

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Bibliografia

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