Integrale o raffinato? Tutti risponderemmo: “Integrale!” senza esitare un attimo. Ma perché?

Perché scegliere integrale?

Integrale ci fa pensare prima di tutto alla fibra contenuta nell’alimento. Quindi iniziamo col parlare di fibra.

Noi nutrizionisti suggeriamo un apporto di fibre giornaliero pari a 30-35 g. La fibra alimentare svolge numerose funzioni nell’organismo. Tra queste ne elenchiamo qualcuna:

  • Facilita il transito intestinale
  • Aumenta il senso della sazietà
  • Riduce l’assorbimento di grassi e colesterolo

Nella giornata un buon numero di fibre deve essere assunto introducendo le famose 5 porzioni di verdura e frutta.

Ritornando ai nostri prodotti, un alimento raffinato spesso ha un numero minore di fibre rispetto al corrispettivo integrale. Ma cosa li differenzia realmente?

Integrale o raffinato?

Integrale o raffinato: cosa cambia?

Il prodotto integrale mantiene tutte le parti del chicco, così come è presente in natura; il cereale spesso è ridotto in farina e usato per fare pane, pasta, ecc.

Il processo di raffinazione, invece, prevede l’eliminazione della parte esterna e del germe del chicco, dando un prodotto che ha una più lunga conservazione e che risulta però meno ricco di fibre e vitamine.

È vero, quindi, che consumare cibi integrali contribuisce a migliorare lo stato di salute e offre più vantaggi dal punto di vista nutrizionale.

Ma non per questo dobbiamo concludere che i cibi raffinati fanno male alla salute; se consumati in maniera contenuta non peggiorano lo stato di salute e non portano a carenze nutrizionali, a patto che si segua un’alimentazione sana e bilanciata.

Per vivere meglio, il nostro compito è inserire nella nostra alimentazione dei prodotti integrali, REALMENTE integrali.

Qual'è la differenza tra un cereale integrale e uno raffinato?

Come riconoscere un vero integrale?

Come riconoscere un prodotto integrale? Non è sufficiente guardare il colore scuro dell’alimento, è necessario leggere l’etichetta.

Il cereale integrale deve essere posto ai primi posti nell’elenco degli ingredienti (non è sufficiente, per esempio, leggere tra gli ultimi ingredienti la dicitura “crusca” per definire il prodotto “integrale”).

Se vogliamo mangiare pasta integrale, dobbiamo cercare un prodotto fatto realmente da farina integrale.

Cereali integrali e indice glicemico:

Concentriamo ora l’attenzione su quello che a mio parere è il vero vantaggio degli alimenti integrali: l’INDICE GLICEMICO PIU’ BASSO rispetto ai corrispettivi raffinati.

L’indice glicemico è un valore fondamentale quando consideriamo una dieta ipocalorica o una dieta per diabetici: esso indica la capacità dell’alimento di innalzare i livelli di glucosio nel sangue.

I cibi a più basso indice glicemico fanno innalzare di meno la glicemia post-prandiale, così anche i livelli di insulina rilasciata risulteranno più bassi.

Questo è importante nel diabete, in cui si ha un difetto nell’ ormone insulina, ma anche nel dimagrimento, in quanto si sa che troppa insulina impedisce un calo di peso (essa influisce anche sul metabolismo dei grassi, favorendo la formazione dei grassi e impedendo la loro demolizione).

Questo si può ritenere un VALIDO motivo per preferire i prodotti integrali.

L’unico svantaggio dei cibi integrali è l’apporto dei fitati, i quali, se in eccesso, possono interferire con l’assorbimento di minerali come calcio e zinco.

In conclusione? Cercare un giusto equilibrio tra il consumo di prodotti integrali e di prodotti raffinati, preferendo quanto più possibile i primi!

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