Le malattie cardiovascolari, gruppo di patologie del cuore e dei vasi sanguigni, rappresentano una delle principali cause di morte e mortalità nei paesi industrializzati.

Malattie cardiovascolari: quali sono i fattori di rischio?

Le malattie cardiovascolari, nel linguaggio comune, sono associate al processo infiammatorio di aterosclerosi responsabile del restringimento del lume e delle lesioni dei vasi sanguigni. Ci sono diversi fattori che contribuiscono ad aumentare la probabilità di insorgenza di queste malattie.

Poiché esistono possibilità di intervento su alcuni di essi, gli indicatori di rischio coronarico vengono distinti in modificabili, ossia gestibili adottando opportune misure terapeutiche e cambiamenti dello stile di vita, e non modificabili.

Questi ultimi forniscono indicazioni importanti nella valutazione del rischio cardiovascolare e sono età, sesso e familiarità. Il rischio aumenta con l’avanzamento dell’età, in presenza di familiarità per evento cardiovascolare precoce e nel sesso maschile. Nel sesso femminile il rischio incrementa nel periodo post-menopausa.

Tra i fattori di rischio modificabili, su cui si può agire per prevenire e ritardare la comparsa della malattia, attenuando gravità ed effetti, abbiamo:

Ipertensione arteriosa:

Fattore predisponente di ictus e infarto in quanto favorisce l’aterosclerosi. Il cuore che spinge il sangue nei vasi ad alta pressione lavora di più, determinando un aumento delle sue dimensioni e riduzione dell’efficienza.

Fumo di sigaretta:

Aumenta la richiesta di ossigeno al cuore, riduce il flusso sanguigno coronarico e crea maggiore rigidità delle grandi arterie periferiche provocando un aumento del carico di lavoro miocardico.

Alti livelli di colesterolo totale e LDL:

In particolare, il colesterolo “cattivo”, si deposita e danneggia le pareti dei vasi sanguigni. Elevate concentrazioni ematiche rappresentano il fattore lipidico maggiore di rischio di aterosclerosi.

Bassi livelli di colesterolo HDL

Frazione del colesterolo con funzione protettiva, trasporta il colesterolo in eccesso dai tessuti al fegato, per cui una sua concentrazione elevata nel sangue giova alla salute del sistema cardiocircolatorio.

Diabete mellito:

Se non opportunamente controllato si associa ad un’aumentata incidenza di complicanze cardiovascolari su base aterosclerotica, soprattutto a carico delle arterie coronarie, periferiche e del sistema cerebrovascolare.

Sovrappeso e obesità:

Condizione che affatica il sistema cardiocircolatorio e aumenta la probabilità di sviluppare diabete mellito, ipercolesterolemia ed ipertensione arteriosa.

Dieta scorretta:

Un’alimentazione ipercalorica, ricca di acidi grassi saturi, colesterolo, sodio e zuccheri semplici e l’eccesso di alcol può provocare un aumento del colesterolo nel sangue e predisporre ad una condizione di obesità, diabete e ipertensione arteriosa.

Sedentarietà

L’attività fisica regolare migliora i livelli di colesterolo e di glucosio nel sangue, riduce i chili in eccesso e i valori di pressione arteriosa.

Oltre ai fattori classici vi sono fattori di rischio emergenti, la cui importanza patogenetica necessita di più approfondite ricerche: iperomocisteinemia, alterazioni della coagulazione e della fibrinolisi e marcatori dell’infiammazione (esempio proteina C reattiva).

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