Solitamente l’acido lattico è visto come il classico colpevole di tutti i più comuni dolori muscolari del “giorno dopo”, ma le cose stanno realmente in questo modo? Ovviamente no. Prima di analizzare i dolori muscolari cerchiamo di capire cos’è l’acido lattico.

Che cos’è l’acido lattico? Perché viene prodotto?

L’acido lattico è un acido carbossilico ritenuto comunemente “tossico” per le cellule; è un prodotto della glicolisi anaerobica, quindi si forma in assenza di ossigeno. Questa tipologia di acido è sempre prodotta dal nostro corpo (anche quando ci si trova in condizioni di riposo) ma viene accumulato solo in condizioni di attività intensa. Leggete il nostro articolo sui meccanismi energetici per approfondire questi concetti.

Per chiarire meglio il concetto: il nostro corpo riesce continuamente e contemporaneamente a produrre e smaltire acido lattico evitando che quest’ultimo si possa accumulare (soprattutto all’interno del muscolo); finché il lavoro di produzione e smaltimento è costante non si ha nessuna conseguenza, quando però la produzione inizia a crescere il rapporto cambia e verrà prodotto più acido lattico di quanto il corpo è in grado di smaltirne provocando, appunto, l’accumulo.


Cosa comporta l’accumulo di acido lattico?

A livello muscolare si va incontro ad un accumulo nel momento in cui si va oltre la cosiddetta “soglia anaerobica” a causa di un’intensità dell’esercizio che tende a far lavorare maggiormente il nostro corpo in un meccanismo anaerobico lattacido (di cui abbiamo già parlato nell’articolo relativo ai meccanismi energetici linkato sopra).

In base alla durata dell’esercizio e alla quantità di accumulo di acido lattico intramuscolare, quest’ultimo viene smaltito in circa 2-3 ore: infatti una volta prodotto all’interno del muscolo, una buona parte di acido lattico (dopo essere stato convertito in lattato) raggiunge il fegato dove verrà convertito in glicogeno (fonte di energia muscolare); inoltre questo metabolita è una delle fonti energetiche utilizzate dal cuore (sembrerebbe, infatti, che il 6% dell’energia utilizzata dal cuore a riposo sia ricavata dall’acido lattico).

Infine l’acido lattico è direttamente interessato nell’affaticamento muscolare: durante un esercizio svolto ad una discreta intensità (meccanismo lattacido) il suo accumulo tende ad inibire sempre più la contrazione muscolare fino a fermare il muscolo stesso ormai saturo di questo metabolita.

Si può quindi affermare che l’acido lattico da una parte può essere un “nemico” per la nostra performance sportiva ma, d’altra parte, è un caro alleato che tende a fornire energia al nostro organismo.

E i dolori muscolari dipendono dall’acido lattico?

Il classico fastidio muscolare che si tende ad avvertire il giorno dopo la seduta di allenamento non è altro che una conseguenza dei DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness): si tratta di piccole lacerazioni delle fibre muscolari dovute allo svolgimento di attività alle quali non si è abituati.

Un’intensità più alta di quella utilizzata di solito potrebbe infatti portare ad accusare DOMS.

Nell’ambito dell’allenamento in palestra, sono causati soprattutto dalla fase eccentrica del gesto tecnico (fase in cui il muscolo coinvolto si allunga prima di accorciarsi nuovamente); infatti più il carico e l’intensità saranno elevati (a discapito del volume) e più saranno “forti” i DOMS accusati nei giorni successivi.



Il dolore muscolare si avverte entro 24-36 ore dopo aver svolto l’allenamento e tende a sparire entro 48-72 ore (se troppo intensi ci può volere anche più tempo).

Per concludere vorrei precisare che i DOMS non sono assolutamente un fattore da vedere come “nemico” poiché è proprio questo danno muscolare che permetterà la ricostruzione di una fibra più forte; ovviamente non bisogna, però, neanche ricercare con insistenza questa situazione in quanto non sempre i DOMS possono essere sintomo di un buon allenamento.

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