Negli ultimi post pubblicati sia sulla pagina facebook che sulla pagina instagram in tantissimi mi avete domandato il motivo per cui si parla di porzioni consigliate e, soprattuto, cosa si intende per porzione standard di un determinato alimento.

Innanzitutto, specifichiamo che le porzioni standard non sono dei numeri inventati ma sono il risultato di studi scientifici che poi vengono tradotti in una serie di linee guida che, in Italia, vengono elaborate dalla SINU (la società italiana di nutrizione umana).



Cos’è una porzione standard?

La porzione standard è la quantità di alimento che si assume come unità di riferimento riconosciuta e identificabile sia dagli operatori del settore nutrizionale e sia dalla popolazione. Sono utili per definire le diete destinate alle varie fasce d’età o a gruppi con esigenze nutrizionali specifiche (ad es. gravidanza, allattamento ecc.).

Nel nostro paese si è iniziato a parlare di porzioni consigliate dal 1998, quando uscì la prima versione delle porzioni di riferimento. Avere delle quantità standard per ogni alimento può essere molto utile nell’elaborazione di diete personalizzate ma soprattutto nell’elaborazione delle diete “tipo” per gruppi di popolazione (donne in gravidanza, donne che allattano, anziani, bambini, adolescenti ecc.)

Le porzioni di riferimento sono solo una linea guida

Chiaramente le porzioni consigliate per ogni classe di alimenti sono puramente indicative e il professionista della nutrizione deve tener conto delle linee guida ma deve adeguare il piano alimentare in base alle caratteristiche del soggetto, all’età, allo stato di salute e all’obiettivo che si deve raggiungere.

Proviamo a capire questo concetto facendo un esempio molto semplice.

Per un soggetto anziano che ha un fabbisogno calorico pari a 1700kcal le porzioni consigliate di patate sono di 200g 2 volte la settimana. Se invece stiamo considerando il piano alimentare di uno sportivo con un fabbisogno calorico di 3500 kcal è ovvio che potrà mangiare due o 3 porzioni di patate, cioè 400-600g due volte a settimana.



Questo chiaramente non vuol dire che non possiamo mangiare patate tutti i giorni né che mangiare patate tutti i giorni fa male. Se vogliamo seguire una dieta equilibrata, però, è fondamentale anche consumare gli altri alimenti appartenenti allo stesso gruppo delle patate, cioè i cereali integrali sotto forma di chicco, pane e pasta.

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Fonti

Documento LARN e SINU

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