Il cavolfiore è un ortaggio che non deve mai mancare sulle nostre tavole durante l’inverno. Inserirlo nella nostra dieta 2-3 volte la settimana ci permette di godere appieno delle sue proprietà benefiche.

È un ortaggio caratterizzato da infiorescenze (che possono essere bianche, verdi, giallo paglierino e violetto) che costituiscono la parte commestibile della pianta erbacea Brassica oleracea, appartenente alla famiglia delle crucifere. In Italia ne vengono coltivate diverse varietà, dalla precoce alla tardiva, ed è per questo che lo troviamo nei negozi di ortofrutta in tutti i periodi dell’anno, anche se molte persone sostengono che i migliori vengono prodotti da maggio a luglio.

Il cavolfiore è comunque una tipica verdura invernale, che non deve mancare nella nostra dieta, sia cotto che crudo. Le sue proprietà benefiche si conoscono sin da tempi antichi, infatti molti metodi curativi includevano questo ortaggio.

Come scegliere un cavolfiore fresco?

Come ben sappiamo le verdure, se non vengono consumate entro pochi giorni dalla loro raccolta, perdono gran parte delle loro proprietà nutritive. Questo vale ovviamente anche per il cavolfiore, quindi al momento dell’acquisto occorre prestare attenzione ad alcuni particolari: il colore deve essere uniforme e privo di macchie scure e il fiore deve essere compatto, con le cime ben chiuse.

Le foglie sono la prima parte che inizia a marcire, quindi se un cavolfiore è privo di foglie vuol dire che sono state eliminate dai negozianti. I gambi devono essere duri e non mollicci, se lo sono vuol dire che non sono freschi.

Tutti le verdure possono essere conservate in frigorifero per alcuni giorni e ovviamente il cavolfiore non fa eccezione, infatti si conserva abbastanza bene anche fino a 5 giorni (con una notevole perdita di vitamine e sali minerali).
Dopo averlo lavato e asciugato può essere anche congelato, oppure può essere conservato sott’aceto o sott’olio.

Valori nutrizionali del cavolfiore

Dal punto di vista nutrizionale il cavolfiore contiene pochi carboidrati e pochissime calorie, per cui è un ortaggio che si può introdurre spesso in dieta, in quanto apporta anche numerosi benefici. A livello calorico contiene soltanto 25cal (ogni 100g) quindi può essere consumato anche in grandi quantità.

Calorie 25
Grassi 0,3 g
Sodio 30 mg
Potassio 299 mg
Carboidrati 5 g
Proteine 1,9 g

Oltre ad essere un alimento ideale in dieta, ha un ricco bagaglio di micronutrienti: in esso troviamo potassio, vitamina A, vitamina C, ferro, calcio, acido folico e tantissime sostanze antiossidanti.

Vitamina A 0 IU Vitamina C 48,2 mg
Calcio 22 mg Ferro 0,4 mg
Vitamina D 0 IU Vitamina B6 0,2 mg
Vitamina B12 0 µg Magnesio 15 mg

Sapevi che ha un contenuto di Vitamina C più elevata dell’arancia? Questo contenuto però rimane tale se lo consumiamo crudo, cosa che quasi sempre non facciamo. La cottura riduce notevolmente la quantità di vitamina C e degli altri micronutrienti in esso presenti. Tuttavia, qualora trovassimo dal nostro ortolano di fiducia dei cavolfiori freschi e teneri possiamo approfittare per consumarli crudi, magari conditi con un filo d’olio.

Proprietà, benefici e controindicazioni 

  • L’insieme delle sostanze antiossidanti aiutano a prevenire l’insorgenza di malattie tumorali, grazie alla loro azione contro i radicali liberi. Come gli altri componenti della sua famiglia (broccoli, cavoletti di Bruxelles, verze, cavoli cappucci) anche il cavolfiore contiene sulforafano, che è un potente antiossidante. È utile per la salute del fegato ed è in grado di mitigare le infiammazioni delle vie aeree superiori. Per di più numerosi esperimenti scientifici hanno dimostrato l’azione antitumorale del sulforafano: esso è in grado di indebolire le cellule tumorali, impedendo che esse si sviluppino. Il consumo di questo ortaggio è particolarmente efficace nella prevenzione del cancro alla prostata e al colon, una ricerca pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute ha infatti dimostrato che chi consuma grandi quantità di cavolfiori presenta il 49% di probabilità in meno di ammalarsi.
  • E’ molto utile per contrastare i malanni stagionali, grazie ai suoi numerosi principi nutritivi.
  • Il suo consumo è particolarmente indicato in caso di diabete perché le sue proprietà aiutano a controllare i livelli di zuccheri nel sangue.
  • Il cavolfiore apporta buone quantità di fibra che aumenta il senso di sazietà e previene la stitichezza. Inoltre le fibre sono molto utili perché controllano l’innalzamento della glicemia e aiutano a purificare l’intestino.
  • Il consumo di questo ortaggio facilita l’assorbimento del ferro grazie al suo contenuto di vitamina C. Per approfondire, leggi il nostro articolo sull’assunzione di ferro nelle diete vegetariane.

Il cavolfiore ha anche delle proprietà anti-iodio. Ci sono infatti delle sostanze che ne riducono la disponibilità per l’organismo combinandosi con esso. Questo chiaramente non vuol dire che mangiar cavolfiore provochi problemi di tiroide, ma chi ha dei problemi di ipotiroidismo dovrebbe evitare di assumerne grandi quantità di questo ortaggio crudo.

Crudo o cotto?

E’ chiaro che per godere appieno delle vitamine e dei sali minerali questo ortaggio dovrebbe essere consumato crudo, ma questo ci porta ad assumere anche tantissime sostanze anti-nutrizionali. Infatti è vero che si assumono più vitamine, ma si assumono anche molecole chelanti, che legano i sali minerali e ne riducono l’assorbimento. Le ricerche hanno infatti dimostrato che il calore tende a rompere le pareti delle cellule vegetali, che trattengono al loro interno numerosi composti utili.

Cavolfiore grattugiato crudo

La cottura rende il cavolfiore più digeribile, si riduce la quantità di acqua e aumenta la concentrazione di carboidrati e proteine disponili. Inoltre con la cottura si eliminano quelle sostanze che interferiscono con il metabolismo dello iodio.
Il mio consiglio è quindi di consumare il cavolfiore cotto (anche per chi ha problemi di tiroide), e di limitare il consumo di cavolfiore crudo.

Una piccola curiosità: dato l’elevato contenuto di zolfo, possiamo sfruttare l’acqua di cottura del cavolfiore per fare impacchi per brufoletti o infiammazioni cutanee.

 

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