Molto spesso quando si parla di “zuccheri” è giusto porsi delle domande: “per la nostra salute è meglio consumare gli zuccheri semplici o complessi? Quale è la differenza?”

Cosa sono gli zuccheri?

Gli zuccheri sono chiamati anche carboidrati o glucidi e si tratta di nutrienti la cui struttura chimica è costituita da Carbonio (C), Idrogeno (H) e Ossigeno (O).
Sono sostanze indispensabili per una dieta sana ed equilibrata, in quanto contribuiscono per il 55-65% al fabbisogno calorico giornaliero.



Svolgono, pertanto, un ruolo insostituibile all’interno del nostro organismo in quanto rappresentano la principale fonte di energia necessaria per lo svolgimento delle varie funzioni fisiologiche.

Da un punto di vista chimico non tutti i carboidrati sono uguali fra loro. Attualmente si utilizzano i termini “semplici” e “complessi”, per differenziarli in base alla loro struttura molecolare.

Differenza tra zuccheri semplici e zuccheri complessi

  • Carboidrati semplici: sono costituiti da una o da due unità monosaccaridiche, e si distinguono in monosaccaridi (glucosio, fruttosio e galattosio) e disaccaridi (saccarosio, lattosio, maltosio). Gli zuccheri semplici si trovano in frutta e verdura, latte e prodotti caseari.
    Anche il saccarosio, aggiunto in alimenti come i dolci ed i biscotti nonché nelle bevande per aumentarne la gradevolezza, è uno zucchero semplice.
  • Carboidrati complessi: sono invece costituiti da più unità monosaccaridiche. Comprendono a loro volta gli oligosaccaridi (come le maltodestrine) ed i polisaccaridi (come amido, fibre e glicogeno). Sono presenti in prodotti come il pane, la pasta, il riso, i cereali, i legumi e i tuberi.

Zuccheri semplici

Gli zuccheri semplici vengono assimilati rapidamente dall’organismo e, soprattutto glucosio e saccarosio, causano un rapido aumento della glicemia dopo i pasti.

Per questo motivo rappresentano una fonte di energia rapidamente disponibile e prontamente utilizzabile.

Zuccheri complessi

Gli zuccheri complessi invece richiedono più tempo per essere digeriti in quanto devono essere scomposti nei loro costituenti fondamentali (glucosio).

Di conseguenza vengono assorbiti più lentamente e quindi non inducono picchi di glicemia e di iperinsulinemia. Sono, dunque, una fonte di energia disponibile più a lungo termine.

Nella loro forma integrale i cibi che li contengono (pane, pasta, riso e così via dicendo) sono ottimi da un punto di vista nutrizionale in quanto forniscono anche buone quantità di fibra alimentare.

Le fibre sono fondamentali nella regolazione della glicemia post-prandiale, nell’assorbimento dei grassi (come il colesterolo) e nel mantenimento del microbiota intestinale.



Eliminare dalla dieta i carboidrati complessi è, quindi, una scelta poco salutare.

Conclusioni

  • Via libera al consumo di alimenti ricchi in fibra come la verdura e la frutta (massimo 2/3 porzioni al giorno) non troppo zuccherina.
  • Consumo moderato e giornaliero per gli alimenti ricchi di amido come il pane, la pasta ed il riso.
  • Consumo limitato per gli zuccheri semplici aggiunti (miele, saccarosio, glucosio e derivati come sciroppo e maltosio).
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